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galleria virtuale |

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Stefano Lugli
“La sua poetica basata su un prepotente e istintivo uso del colore, ci riporta alla musica - la sua seconda passione - alla sinfonia in particolare, dove anche lo stesso significato etimologico si concretizza nell’unione e nella presenza delle tante voci, dei demoni, che emergono dall’anima e dalla mano dell’artista.
Colori sonori e suoni colorati. (...)” dal testo critico di G. Fornari
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Davide Dattola
“Mi piace ammirare il piccolo nel grande cercando di non giudicare, amando ogni sfaccettatura... ma non ci riesco...
Scelgo l´oro ed il nero, la massima espansione della luce riflessa ed il suo completo assorbimento. Scelgo la terra con la sua forza di coesione dove ogni contrasto trova il proprio ruolo. Osservo e porto con me l´impressione della potenza della terra nel contenere l´eterno gioco tra la virtù ed il suo contrario.” D. Dattola
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Tommaso Gallingani
“Le mie rappresentazioni sono stilizzate, nei colori e nelle forme, essenziali, scarne, ma di visuale profonda. Questo è dato dal fatto che dei soggetti umani rappresento non la loro totalità realistica, ma solo i contorni, solo porzioni, solo zone d’ombra o di luce, lasciando quindi respiro alla spazialità retrostante la sagoma soggetto dell’opera, che io chiamo Maschera.” T. Gallingani
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Giovanni Mangiacapra
“(...) Pochi, come lui, sono riusciti a intuire e a rendere sulla tela la drammaticità del nostro tempo, visto attraverso proiezioni speculari che non lasciano spazio a illusi disincanti, ma disegnano la qualità estetica del presente, e quindi esistenziale, con una compiutezza riscontrabile in quelle masse materiche, grumose, magmatiche che richiamano l’archè dei filosofi naturalisti e necessariamente i misteri della nostra origine. (...)” dal testo critico di A. De Francesco
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Joe Vega
L’artista messicano trasmette sulla tela i colori vivaci e quasi aggressivi della sua terra, per dar vita a ritratti di rara intensità espressiva e grande forza cromatica.
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Mennato Tedesco
Affascinato dall'universo femminile, Tedesco ritrae prevalentemente donne, i cui particolari anatomici, talvolta esasperati, divengono oggetto di studio o soggetti veri e propri, così come, ultimamente, fa con la propria persona, realizzando autoritratti dove il volto e la postura sembrano sfacciatamente risultato di autoscatti colti durante o immediatamente prima "il ritrarsi".
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Angela Vinci
“Angela Vinci è la figurazione contemporanea.
Si destreggia con abile genialità su una tavolozza fatta di colori vividi, di brillanti blu e viola, gialli e rosa che accosta in un equilibrio esclusivo. Tocchi spatolati e pennellate, ora fugaci nel tratteggio dei volti e ora vagamente accennate nella definizione dei particolari, delineano un’arte non finita, ma perfettamente consona a cogliere ed illustrare con verità inattesa i giorni e le ore di un quotidiano. (...)” dal testo critico di F. Mazzarella
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Luca D’Agostini
La forza e la energia del colore sono centrali nell’opera del giovane artista ciociaro che unisce alla freschezza e all'ingenuità della sua giovane esperienza artistica, una profonda ricerca nell’ispirazione e nei materiali.
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Alessandra Zini
All’Accademia di Belle Arti di Bologna, grazie all’insegnamentto del maestro Lucinao de VIta, conosce l’arte dell’incisione alla quale si dedica pienamente dal 1988. Immagini inquietanti, misteriose, bizzarre ed ironiche si alternano, anche in grandi dimesnioni, attraverso l’uso di altri mezzi espressivi come il pastello su legno o su tela, acquerelli, tecniche miste su tela.
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Stefano Grasselli
"La terra è inospitale, il buio di una notte livida, senza la speranza di un’alba futura, è sceso sulla terra, nelle opere di Stefano Grasselli (...). Tutto ci parla di una crudele solitudine: non solo gli animali, ma quel riverbero di un ignoto incendio lontano, di una fine, peraltro annunciata del mondo. Tutto è pervaso di mistero in queste opere, in cui magicamente c’è una sottile, continua corrispondenza tra animali e natura(...)” dal testo critico di Sandro Parmiggiani
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Roby Carullo
“Una tecnica che vive in piena autonomia stilistica ed un rigorismo essenziale simboleggiano chiaramente l'arte del Roberto Carullo: incantevoli risultati estetici svelano una creatività impreziosita da profonda genialità che si estende mirabilmente nell'opera. Continua ricerca, evidente manualità e significativa sperimentazione confluiscono in una sorta di dialogo pittorico importante e vigoroso. (...)”. dal testo critico di M. Malì
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Juan Del Balso
“Le opere di Juan Del Balso esprimono una certa volontà di essere, dei personaggi, degli oggetti, dei materiali. Sono opere che risaltano per sé, senza spiegazione, senza prerequisiti.
Le sue figure sono spesso simbolo di un’angoscia collettiva, dove le parti più primitive dell’uomo risalgono con forza per lasciare indietro l’uomo civilizzato, la “convinzione del bisogno. (...)”
dal testo critico di Mariela Cartellone
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Maddalena Barletta
“Lasciare una traccia, un segno di comunicazione, una ipotesi di identità significa incidere
nell’intorno, nella società, segnare in corsa un momento fugace di presenza e la cifra del
proprio passaggio. (...). Archeologa di questa emozione Maddalena Barletta sente
l’urgenza di riprendere quei messaggi non più anonimi in quanto soggetto delle sue
elaborazioni: conservazione di presente e di una sua possibile identificazione. (...)”
dal testo critico di Valerio Grimaldi
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Laura Candy
La giovane artista romana propone opere di grande forza, privilegiando le tinte primarie, dove evidente è la violenza gestuale negli smalti che esplodono brillanti e spesso a rilievo sulla superficie.
Oltre che pittrice è anche cantante e autrice di canzoni e si dedica, fin da bambina, al mondo dell’Arte approfondendone gli aspetti da molti punti di vista.
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Nina Nasilli
“(...) Con grande immediatezza, disegni e dipinti rivelano che il suo lavoro d’artista obbedisce a un’esigenza profonda e sincera: quella di indagare l’uomo, nella sua finitezza corporea e fragilità interiore, nella sua forza e volitività. Alla radice di questa ricerca sta l’intelligenza del guardare, che diventa grazie al segno, all’immagine, modo di comunicare, di cercare risonanza in altri occhi, in altri cuori. (...)”
dal testo critico di Sonia Cavicchioli
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Monica Cecchi
Le opere di Monica Cecchi possiedono un aspetto allo stesso tempo divertente e profondo, di forte impatto.
L’artista ha l’abilità di utlizzare diversi materiali non convenzionali (tra gli altri, ferro, latta, legno) e di "giocare" con differenti temi.
I suoi processi creativi la portano a risultati inaspettati e originali. Il suo lavoro crea un dialogo che incoraggia l’osservatore a entrare in un mondo immaginario fatto di metafore che si adattano a ogni emozione individuale....
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Raffaello Rovati
Il sogno dell’opera totale, una sintesi universale tra passato e presente, l’immagine di un’arte capace di abbracciare il mondo, e lui, Raffaello Rovati, è il guardiano del sogno. Questo artista entra ed esce dalla storia, la ripercorre tutta, la spulcia e la seziona in milioni di piccole sequenze, e poi, abile poeta, romanziere e regista, ricuce insieme i diversi tasselli in forme di volta in volta differenti, ma pur sempre identiche a se stesse...
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Ursula Barilli
“Non si può restare indifferenti di fronte all’opera di Ursula Barilli: la sua umanità disperata e silente, quei volti stretti dentro il cappio di una forma ovale o vagamente quadrata, solcati da sfregi laceranti e da ferite non più rimarginabili, quegli occhi vuoti e spenti che ancora non hanno perduto l’ultima capacità di vedere, quei corpi allusi, in cui spesso risaltano le forme sensuali, pur nell’ormai perduto splendore, dei seni e del ventre, quei brani di un’anatomia spezzata, sconvolta, in divenire, quei colori di pece, di sangue, di notte, di livore... (...)
dal testo critico di Sandro Parmeggiani
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Lorenzo Criscuoli
“S’affacciano sul palcoscenico d’un immaginario teatro della vita, i personaggi di terracotta creati da Lorenzo Criscuoli.
Si protendono e si offrono al nostro sguardo sullo sfondo di un sipario-paesaggio dipinto che colloca la scena in un determinato luogo, dentro la prospettiva immaginaria di un mondo, ora reale ora fantastico, che in un qualche modo ad essi si lega.
(...)”
dal testo critico di Sandro Parmeggiani
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Graziano Scalvi
“(...) Si eregga il suo cristallino castello di capacità, senza inserire nella trasparenza delle pareti un solo pulviscolo di adulazione. Vengono esposte le sue cose essenziali, che lui consegna dal pennello alla tela, filtrandole nella mobilità della mente. O è la sua “anima” che le colora in autonomia, prima di mostrarle ai nostri occhi?
Di inventiva, nel suo dipingere se ne filtra fin troppa. Le “sorprese” affiorano di continuo, per condurre il filo d’Arte a legare comportamenti e abitudini dell’umano. (...)”
dal testo critico di Maurizio Quartieri
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